Internazionale
Polonia: La decisione di depenalizzare la cannabis è nelle mani del primo ministro Donald Tusk
La Polonia potrebbe procedere verso la depenalizzazione del consumo di cannabis attraverso una proposta che prevede il possesso fino a 15 grammi e la coltivazione di una pianta per uso personale. Il provvedimento, presentato dai deputati al primo ministro, Donald Tusk, attende una risposta ufficiale e alimenta il dibattito su una politica sulla droga più giusta e moderna nel Paese.
La settimana scorsa un gruppo di deputati polacchi ha presentato al primo ministro Donald Tusk una proposta per la depenalizzazione della cannabis. L'iniziativa prevede che il possesso fino a 15 grammi di cannabis per il consumo personale e la coltivazione di una pianta non saranno più considerati reati in Polonia. Preparato dalla Commissione parlamentare per le petizioni, il provvedimento è stato presentato sotto forma di 'dezyderat', una petizione formale che chiede al governo di considerare la questione, ma che non ha valore giuridico vincolante. È uno strumento politico che consente a un organo parlamentare di esprimere una richiesta o una raccomandazione al governo, evidenziando la necessità di agire su una questione rilevante. Nonostante non sia giuridicamente vincolante per il governo, questa forma di pressione può influenzare le decisioni politiche e sociali.
La proposta è stata discussa il 7 novembre in una riunione della Commissione parlamentare per le petizioni, che riunisce deputati di diversi schieramenti politici in Polonia. Dopo l'analisi, la commissione ha deciso di procedere con il "dezyderat", che sarà inviato all'ufficio del primo ministro. Donald Tusk ha circa 30 giorni di tempo per rispondere, indicando se sostiene il provvedimento e quali azioni il governo intende intraprendere, oppure giustificando le ragioni del mancato intervento.
Sui social media, il gruppo “Wolne Konopie”, che ha partecipato all’iniziativa, ha celebrato i progressi affermando: “La Commissione ha appena concluso l’analisi della petizione che ho presentato in Parlamento, proponendo la depenalizzazione del possesso di un massimo di 15 persone geografiche. coltivazioni di una pianta per uso personale. Buona giornata a chi dovrà affrontare ritorsioni!”
I sostenitori della depenalizzazione evidenziano i benefici sociali ed economici. Tra le principali motivazioni addotte vi sono la riduzione del peso giudiziario (ogni anno migliaia di persone vengono perseguite per possesso di piccole quantità di cannabis, sprecando risorse giudiziarie e finanziarie), la protezione dalla stigmatizzazione (i giovani si vedono rovinata la vita essendo trattati come criminali per consumo personale di cannabis), un argomento di risparmio economico (ridurre la spesa pubblica per le indagini e i procedimenti giudiziari relativi a reati minori può indirizzare le risorse verso aree prioritarie) e un approccio pratico e umano (le esperienze di altri paesi dimostrano che la depenalizzazione non aumenta i consumi tra i giovani, anzi, riduce i danni sociali e sanitari).
Sebbene il “dezyderat” non sia vincolante, l'avanzamento della proposta fa sperare che un dibattito legislativo possa rafforzarsi in futuro, indipendentemente dai risultati delle elezioni presidenziali previste per maggio del prossimo anno. Funzionari dei ministeri della Sanità e dell'Interno hanno già espresso apertura all'idea durante gli incontri con gli attivisti a settembre, ma la posizione ufficiale del governo è ancora incerta.
Mateusz Klinowski, ex sindaco di Wadowicee, noto per il suo attivismo a favore della liberalizzazione delle politiche sulla droga in Polonia, sottolinea che “si tratta di un passo positivo, ma quando si tratta di votare effettivamente, ho dubbi che tutti voteranno a favore l’idea della depenalizzazione e legalizzazione della proprietà degli impianti per qualsiasi scopo, ma va sicuramente nella giusta direzione”. Mateusz ha collaborato come ricercatore in visita presso il Centro di Studi Avanzati in Giurisprudenza dell'Universidade Lusófona.
Parlando a CannaReporter, ha affermato che "questo passo potrebbe essere molto interessante per aiutare tutte le persone che non possono accedere al sistema sanitario e che hanno bisogno di procurarsi la cannabis con altri mezzi con cui finiscono per essere criminalizzati".
E adesso?
Se Tusk appoggia la proposta, i deputati sperano che ciò porti all'elaborazione di un disegno di legge. Anche senza garanzie di approvazione da parte del presidente Andrzej Duda, noto per aver posto il veto sulle misure progressiste, il sostegno del Primo Ministro potrebbe stimolare la discussione pubblica e politica sulla questione, mettendo la Polonia sulla strada verso un approccio più liberale al consumo di cannabis, come già avviene in altri paesi europei.
La decisione finale sulla depenalizzazione della cannabis in Polonia è ancora in sospeso, ma l'iniziativa segna un passo importante nel dibattito politico e sociale del Paese. Se approvata, la misura potrebbe apportare cambiamenti significativi al modo in cui vengono trattati i consumatori di cannabis, alleggerendo il sistema giudiziario e promuovendo un approccio più umano ed efficiente alla politica sulla droga.
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[Disclaimer: tieni presente che questo testo è stato originariamente scritto in portoghese ed è tradotto in inglese e in altre lingue utilizzando un traduttore automatico. Alcune parole potrebbero differire dall'originale e potrebbero verificarsi errori di battitura o errori in altre lingue.]____________________________________________________________________________________________________
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Sono uno dei direttori di CannaReporter, che ho fondato insieme a Laura Ramos. Vengo dall'isola unica di Madeira, dove attualmente risiedo. Mentre ero a Lisbona alla FCUL studiando Ingegneria Fisica, sono stato coinvolto nella scena nazionale della canapa e della cannabis, avendo partecipato a diverse associazioni, alcune delle quali sono ancora membro. Seguo l'industria globale e in particolare i progressi legislativi relativi ai diversi usi della cannabis.
Sono contattabile via email all'indirizzo joao.costa@cannareporter.eu



