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La startup Nau Verde punta a rivoluzionare il settore tessile della canapa in Portogallo

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Oltre 100 milioni di euro e 250 posti di lavoro: sono queste le cifre dell'ambizioso progetto della startup Nau Verde, che mira a portare in Portogallo, nello specifico a Santo Tirso, la prima unità industriale di filatura a umido per lino e canapa. Si tratta di un investimento ambizioso nell'ambito del Progetto Lusitano, parte del PRR (Programma Regionale per la Riforma dello Sviluppo Rurale). L'iniziativa potrebbe dare impulso all'innovazione del Portogallo nel settore tessile e persino creare un quadro che renderà il settore della canapa autosufficiente.

La filatura di fibre di canapa lunghe e di alta qualità potrebbe diventare realtà in Portogallo e in Europa. La promessa (e un investimento di oltre 100 milioni di euro) arriva da Nau Verde, una startup che prevede di aprire un'attività a Rebordões, nel comune di Santo Tirso, in un ex edificio industriale di 15.000 metri quadrati che in precedenza ospitava le unità di Riopele e Filatex.

Si tratta di un'iniziativa promossa nell'ambito del Piano di ripresa e resilienza (RRP), che fa parte del Progetto Lusitano, un'agenda di mobilitazione per l'industria tessile e dell'abbigliamento portoghese (ITV), che riunisce 17 partner industriali e tecnologici e che promette di trasformare il Portogallo nel motore europeo dell'industria tessile, con la canapa come uno dei protagonisti.

Nau Verde assume il ruolo di coordinatore operativo, concentrandosi su un modello di filatura a basso impatto ambientale e utilizzando materie prime 100% europee. Il potenziale maggiore di Nau Verde potrebbe essere quello di invertire la tendenza all'outsourcing dei processi di filatura: il lino e la canapa coltivati ​​per l'industria tessile vengono spediti principalmente in Asia, dove avviene il processo di filatura.

Sul fronte dell'innovazione, il Progetto Lusitano, che va oltre la filatura, sviluppa anche la lavorazione di fibre riciclate, la separazione di componenti indesiderati (come l'elastan) e lo sviluppo di etichette intelligenti in grado di monitorare i consumi chimici, idrici ed energetici. Secondo Portogallo Tessile, i lavori devono essere già ultimati, così come la ricezione delle attrezzature, prevista per luglio 2025, con l'inizio delle attività previsto per l'ultimo trimestre dell'anno.

Filatura a umido che può trasformare la canapa tessile in Portogallo

CannaReporter® ha intervistato Marta Vinhas, figura chiave nell'uso della canapa nel settore tessile in Portogallo. Marta sostiene che il progetto Nau Verde rappresenti una svolta per il settore tessile portoghese, introducendo la tecnologia di filatura a umido di canapa e lino, essenziale per la produzione di tessuti di qualità e l'autosufficienza industriale.

Marta Vinhas, fondatrice di Sensi Hemp

La fondatrice del progetto Sensi Hemp, che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, ha spiegato che l'implementazione della prima unità di filatura a umido di canapa e lino a Santo Tirso, attraverso il progetto Nau Verde, rappresenta "un salto tecnologico e culturale che il Portogallo doveva compiere da decenni". Secondo Marta Vinhas, la produzione di canapa in Portogallo è rimasta finora essenzialmente artigianale, priva della capacità di industrializzazione. "La filatura a umido è ciò che ci permetterà finalmente di produrre tessuto 100% canapa. Finora, senza questo processo, era impossibile ottenere fibre di qualità sufficiente per l'abbigliamento", ha spiegato, sottolineando che la mancanza di questa tecnologia rappresentava la "lacuna più grande" del Portogallo nel settore.

Tecnicamente, il processo di filatura a umido richiede livelli di umidità controllati e macchinari specifici, come spiega Marta Vinhas: "Richiede un'intera catena di processo regolata, dalla preparazione delle fibre alla torcitura, e questo sta iniziando ad accadere solo ora con Nau Verde".

Dal campo al filo

Marta ci ha messo in guardia da un luogo comune diffuso tra gli agricoltori e le industrie emergenti: "È un'idea sbagliata che la canapa coltivata per i semi o l'olio fornisca fibre per i tessuti. Questo tipo di fibra è adatto solo per tessuti non tessuti, come isolanti, pannelli o compositi per l'edilizia. Per l'abbigliamento, sono necessarie varietà specifiche, coltivate e trattate con molta più cura, per sfruttare le lunghe fibre della canapa", ha spiegato.

Marta Vinhas ha anche riconosciuto che parte del progresso è il risultato della sensibilizzazione e della promozione del potenziale della canapa industriale da parte dell'opinione pubblica. "Per anni, nessuno nell'industria tessile sapeva nulla della canapa. Oggi c'è curiosità e investimenti, alimentati anche dal lavoro di progetti come Cânhamor e dalle notizie che pubblicate su CannaReporter®, che hanno contribuito a sensibilizzare e ad aprire nuove porte", ha sottolineato.

Progetto Lusitanico-Progetto-Scheda-progetto_siti-web-e-social-network  

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[Disclaimer: tieni presente che questo testo è stato originariamente scritto in portoghese ed è tradotto in inglese e in altre lingue utilizzando un traduttore automatico. Alcune parole potrebbero differire dall'originale e potrebbero verificarsi errori di battitura o errori in altre lingue.]

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Sono uno dei direttori di CannaReporter, che ho fondato insieme a Laura Ramos. Vengo dall'isola unica di Madeira, dove attualmente risiedo. Mentre ero a Lisbona alla FCUL studiando Ingegneria Fisica, sono stato coinvolto nella scena nazionale della canapa e della cannabis, avendo partecipato a diverse associazioni, alcune delle quali sono ancora membro. Seguo l'industria globale e in particolare i progressi legislativi relativi ai diversi usi della cannabis.

Sono contattabile via email all'indirizzo joao.costa@cannareporter.eu

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